Alain Turing e la macchina Enigma


by tonycrypt

Enigma Durante la seconda guerra mondiale tutte le comunicazioni militari tedesche venivano criptate con una macchina di cifra chiamata Enigma, ideata dall’ingegnere tedesco Arthur Scherbius. Questa macchina è una rappresentante niente affatto indegna di una classe di cifrari a rotore, utilizzati fino all’introduzione di cifrari elettronici e microelettronici che hanno sconvolto e trasformato il mondo della crittografia. Per forzare l’Enigma (alcuni dettagli della soluzione sono tenuti segreti fino ad oggi) Turing, per conto del governo inglese, si servì di gigantesche macchine chiamate appunto Colossi, che possono considerarsi i precursori dei moderni calcolatori elettronici. Turing è autore di ricerche estremamente raffinate e molto profonde sul concetto logico-matematico di calcolabilità: la strumento che egli ha proposto per affrontare il problema è noto oggi col nome di macchina di Turing. Le macchine di Touring non hanno niente da spartire coi Colossi, non possiedono né valvole, né transistor, né circuiti integrati(come i calcolatori della prima, della seconda o della terza generazione), esse sono macchine “astratte” e meramente “ideali” che esistono solo mente di Turing e in quelle dei logici che proseguono le sue ricerche.
Per rendersi conto di quanto i tempi siano cambiati basterà ricordare che l’Enigma aveva un grande inconveniente: era sprovvisto di stampante. I risultati apparivano illuminati su una tastiera apposita, lettera dopo lettera, e una persona doveva provvedere a trascriverli a mano su un foglio di carta. Una stampante elettro-meccanica avrebbe appesantito troppo il congegno e lo avrebbe reso poco maneggevole: un problema che la tecnica odierna consente di superare senza difficoltà.


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