Jun 17 2012

CyanogenMod 7.2 anche per il Motorola Backflip (motus)


by pandafunk

Ieri è stata rilasciata la nuova versione stabile della CyanogenMod 7.2.0 anche per il Motorola Backflip (motus), forse l’unica rom che permette a questo smartphone IMHO molto sottovalutato di far girare Android 2.3.7 mentre Motorola l’ha lasciato fermo ad Android 1.5 in Europa.

Nel changelog non compare nulla di specifico per i modelli motus, ma comunque ci sono tanti fix di sistema comuni a tutti i modelli e quindi è un aggiornamento che va sicuramente installato, anche perchè comunque il ramo CM 7.x continuerà ad essere mantenuto!

Io ovviamente ho aggiornato ieri stesso ed oltre a non aver riscontrato alcun problema sembra che la batteria duri lievemente di più, a parità di app installate con servizi in background mi è sembrata ottimizzare meglio i consumi. Poi dipende 😀


Jun 10 2012

Come mi sono fatto andare bene Shotwell


by pandafunk

So che c’è tanta gente che non va molto d’accordo con i programmi per la gestione personale delle fotografie tipo Shotwell, digiKam, F-Spot, gThumb, fotoxx, etc, etc. Lo dico perchè sono stato uno di questi e lurkando in giro ho letto tante lamentele di gente che avrebbe preferito un programma semplice che permettesse semplicemente di organizzare le proprie foto in album directorycentrici piuttosto che in eventi che raggruppano foto importate nel filesystem con una struttura interna di directory e sottodirectory basata sulla data dei metadati EXIF che non tutte le foto purtroppo hanno. Con un po’ di amarezza ho scoperto che un programma bello e semplice come Shotwell che tenga le foto organizzate sul filesystem in una maniera più directorycentrica… non esiste. Dunque mi sono interrogato sul perchè e sono arrivato alla personale conclusione che forse non esiste perchè se tutti volessero tenere le foto organizzate in album in cartelle basterebbe un file manager in grado di fare una anteprima visibile, e quello -si- esiste e si chiama nautilus, anche se non ha funzioni specifiche.

E’ innegabile che applicazioni del genere sono comode ed utili e pure fatte bene, quindi ho cercato di capire meglio come funzionavano e fino a che punto fossero customizzabili senza esagerare coi tweak per trovare una soluzione che mi stesse bene ed alla fine la mia scelta è ricaduta definitivamente su Shotwell perchè IMHO è il più semplice ed ha alcune funzionalità e impostazioni davvero interessanti. Senza nulla togliere alle altre applicazioni che sono anche potenti, ma meno semplici e con interfacce IMHO poco ergonomiche.

Prima di tutto: Shotwell non modifica le fotografie importate, come iPhoto mantiene le originali nella cartella di importazione e quelle modificate nel suo database, compresi i metadati, a meno che non si voglia scriverli fisicamente nelle foto, ed è in grado di tenere monitorata la cartella della propria libreria per aggiunere automaticamente anche le foto copiate manualmente e non importate da un dispositivo. Questa IMHO è una cosa molto utile perchè di fatto lo rende anche una specie di frontend in grado di mostrare foto già esistenti sul filesystem e di aggiungere i metadati per poterle arricchire lasciandole comunque dentro le cartelle-album con una struttura personale.

Lo screenshot esemplifica la mia soluzione: ho impostato Shotwell per gestire e tenere monitorata la cartella ~/Immagini/Fotografie piuttosto che la default ~/Immagini (questo per evitare che venissero automaticamente aggiunti alla libreria altri file che tengo nella cartella Immagini, tipo gli sfondi) ed ho impostato una struttura personalizzata delle sottodirectory della libreria di Shotwell prependendo la cartella [Importate] al modello. In questa maniera posso tenere separate le foto importate con Shotwell dalle altre foto già esistenti, senza escludere il poter spostare manualmente le foto in un secondo momento per organizzarle sul filesystem in una maniera più coerente ma comqune sempre all’interno della libreria di Shotwell.

Inoltre, per facilitare il backup, è anche possibile spostare la directory di configurazione ~/.shotwell/ dentro la stessa cartella delle libreria e poi rimpiazzarla con un link simbolico in quanto le cartelle nascoste non vengono monitorate anche se dentro la posizione della libreria!


May 24 2012

Montare una immagine disco VDI di VirtualBox (quasi) in loopback


by pandafunk

Grazie a questo post (in inglese) ho scoperto che è possibile montare ed accedere ad una o più partizioni contenute in una immagine disco VDI, in una maniera molto simile al loopback: tramite il Network Block Device e le utility di qemu. Verificate che nel sistema sia installato l’eseguibile qemu-nbd, casomai installatelo dal pacchetto qemu-kvm.

qemu-nbd si occupa di collegare una immagine disco ad un device node nbd /dev/nbdX e di esporne al sistema le partizioni contenute come sottodevice.

sudo -i
modprobe nbd

#per collegare il file .vdi al device
qemu-nbd -c /dev/nbd0 <vdi-file>

#per scollegarlo dopo aver smontato i filesystem
qemu-nbd -d /dev/nbd0

Una volta collegata l’immagine appariranno i sottodevice /dev/nbdXpY, ad esempio la partizione che da dentro virtualbox sarebbe /dev/sda1 diverrà accessibile su /dev/nbd0p1, e così via.



May 11 2012

Pantheon-notify, le notifiche in stile Growl di elementaryOS "luna"


by pandafunk

IMHO era qualcosa che mancava e che andava realizzato! Le attuali notifiche di gnome2/Unity non sono un granchè. Chi usa Growl su OSX (che tra l’altro è un progetto open source) sa di che si tratta, chi non lo conosce capirà dal video la maggiore versatilità e comodità di pantheon-notify.

via | [VIDEO] Nuovo gestore notifiche per Pantheon


May 8 2012

#iTunes su #VirtualBox e libreria su cartella condivisa su #Ubuntu


by pandafunk

Prima di essere uno smanettone sono un musicista, e prima di essere un musicista sono un musicofilo maniaco dei tag. Un mp3 non varca la directory Musica della mia $HOME se non è scrupolosamente taggato. Non arrivo a livelli davvero paranoici ma il minimo, oltre all’autore e l’album, deve essere l’anno ed il genere, e possibilmente la copertina ad una risoluzione di minimo 500px.

Da più di dieci anni utilizzo easytag per correggere ed uniformare i vari tag, visto che permette anche di rinominare i file in base ai tag non ho mai avuto la necessità di particolari applicazioni tipo rhythmbox o banshee nonostante reputi siano delle buone app anche per tenere organizzati gli mp3 sul filesystem. 

Però ho un iPod classic ed uso iTunes. Ho la vitale necessità di avere un dispositivo da quale possa valutare i brani, classificarli con le “stelline” in modo da poter avere delle playlist automatiche che mi riportino i brani che devo ancora ascoltare, quelli che devo studiare, quelli che so suonare, i pezzi bellissimi, i capolavori, quelli che ho skippato tot volte ed avrebbero diritto all’appello/revisione e quelli che ho skippato abbastanza volte e forse non mi interessano e verrano cancellati. Tutto questo deve essere sincronizzato tra il mio computer ed il mio lettore mp3, questo vuol dire che se contrassegno dall’iPod un brano mentre sono in macchina dovrei ritrovarmelo contrassegnato anche sul mio PC e viceversa. Itunes, credo, sia l’unica app che permette al momento di fare questo.

Bene, la mia soluzione è stata installare iTunes dentro VirtualBox, configurare ~/Musica come cartella condivisa, tenere premuto alt all’avvio di iTunes e collocare la libreria di iTunes dentro la cartella condivisa.

Poi ho creato in ~/Musica un link simbolico chiamato Discoteca che punta alla sottocartella della libreria di iTunes dove effettivamente gli album stanno ben organizzati sul filesystem e configurato rhythmbox per utilizzare quel link come root della propria libreria, però in sola lettura, ovvero disattivando eventuali opzioni che alterino i metadati già scritti.

Con le guest additions installate è poi possibile con il tasto host+l integrare il desktop della macchina virtuale che rende il tutto esteticamente discreto.

Tirando le somme: se si dispone di un computer mediamente potente che riesce a fare girare VirtualBox senza impallarsi a swappare… è possibile utilizzare e favorire Linux senza dual boot. Anzi, se non si tratta di applicazioni che richiedono molte risorse, è sicuramente più stabile, sicuro e performante utilizzare una installazione di Windows virtualizzata, della quale si può anche fare una istantanea a mo’ di backup da ripristinare al volo quando Windows si pianterà… perchè si pianterà comunque prima o poi, non crediate di potervi sfuggire :) 😛 Se poi disattivate tutti quei servizi che sembrano essere fatti apposta per far piantare il sistema otterrete anche un sistema virtualizzato molto veloce.

L’unico limite di questo sistema è il ripristino/aggiornamento dell’iPod, perchè quando l’iPod si riavvia avviene la disconnessione USB e nemmeno con i filtri USB di VirtualBox la riconnessione avviene in tempo per completare l’operazione. E’ sempre possibile comunque aggiornare l’iPod da un altro sistema nativo e poi ri-sincronizzarlo da iTunes su VirtualBox senza alcun problema. Se si sta attenti a disconnetterlo bene, con un po’ di fortuna non vi capiterà mai.

Ultima cosa: per permettere a VirtualBox di accedere al sottosistema USB (e quindi all’iPod) è necesario aggiungere il proprio utente al gruppo vboxusers

$ sudo usermod -a -G vboxusers `whoami`


May 4 2012

Scaricare un album picasa/G+ con googlecl


by pandafunk

L’altro giorno mi è capitato di dover trovare il sistema di scaricare interamente un album di picasa dove avevo accumulato un centinaio di foto, ovvero quelle foto inutili fatte con android tra le quali però ogni tanto ne esce una carina. Ovviamente passarle ad una ad una dall’interfaccia web di picasa sarebbe stata un’impresa da amaro montenegro… ricordando di aver già installato tempo fa il pacchetto googlecl ho dato un’occhiata all’help ed ho visto che supporta picasa, in una maniera semplificata ma comunque funzionale.
I comandi di googlecl per picasa sono questi:

[‘get’, ‘create’, ‘list’, ‘list-albums’, ‘tag’, ‘post’, ‘delete’]

ed il comando get prende come argomento anche gli album, che ovviamente scarica per intero in una directory con lo stesso nome.

$ google picasa get “Nome Album” ~/Immagini/

Fine :)


Apr 17 2012

Le web app con Epiphany: Twitter


by pandafunk

Una delle cose interessanti degli ultimi aggiornamenti di Epiphany è la possibilità di creare web app, ma fatte bene stavolta, non come gli altri browser! :)

Cosa sono le web app?

Avete presente le finestre pop-up? Il concetto è quello: quando si crea o si usa una web app non si fa altro che utilizzare il browser in una modalità dove vengono nascosti i pulsanti, la barra dei menu, la barra degli indirizzi, le tab e la barra di stato. Una finestra nuda e cruda con dentro il sito, se il sito è fatto bene non avrà bisogno dei controlli del browser per essere utilizzato e si guadagna uno po’ di spazio per la visualizzazione assolutamente non trascurabile!

Ho fatto l’esempio delle finestre pop-up proprio perchè i primi prototipi di lanciatori di web-app non erano altro che un URL con incorporato del codice javascript che diceva al browser di nascondere i controlli… diciamo che non siamo proprio ai livelli dell’aver inventato l’acqua calda, ma quasi… perchè problema è proprio quello: si tratta semplicemente di una finestra del browser, quindi un processo con lo stesso nome del browser che viene trattato dai task manager o dalle dock per quello che è: una finestra del browser.

Se il browser in modalità web app non si presenta al sistema operativo come una applicazione a se stante è probabile che dopo aver creato il lanciatore .desktop con la sua bella icona cliccandoci si attiverà l’icona di Firefox o di Chromium sulla dock e resterà da pensare solo a “beh se è così allora non serve ad un cactus “.

Epiphany, vi scrivo dalla versione 3.4.0.1 su Ubuntu 12.04, non ha questo problema ed a mio modesto parere è la migliore implementazione di web app su Unity e GNOME.

Come creare una web app?

Creare una web-app con Epiphany è molto semplice. Basta aprire Epiphany, navigare sul sito che si vuole far diventare una applicazione a se stante e dal menu delle impostazioni selezionare “Salva come applicazione web…”. Verrà creato un lanciatore in ~/.local/share/applications subito disponibile con il nome che gli avete dato.

La prima volta in assoluto che si avvia una nuova web-applicazione bisogna ridimensionare la finestra a nostro piacimento, per far scomparire eventuali scrollbar orizzontali e renderla più omogenea. Finito, l’ultima dimensione della finestra verrà memorizzata per la successiva apertura.

Twitter a mio avviso si presta benissimo a diventare una web app, personalmente ho disinstallato gwibber e non apro più twitter su una tab del browser, ormai è… un’app :)

L’unica feature che ancora manca è la personalizzazione dell’icona direttamente in fase di creazione del lanciatore… l’icona viene generata automaticamente da Epiphany in base al contenuto della pagina web e non è sempre facilmente riconoscibile… ma è sempre possibile spostarsi in ~/.local/share/applications, editare il file .desktop della web app e modificare a mano il nome dell’icona.

Nel caso di Twitter possiamo riciclare l’icona ‘twitter’ che viene distribuita con gwibber o molto probabilmente presente in altri pacchetti di icone diffusi tramite PPA, tipo Faenza.

L’effetto finale è questo, con le scorciatoie da tastiera di Twitter personalmente lo trovo molto comodo e veloce.


Feb 28 2012

Nel limbo tra i radeon e gli fglrx


by pandafunk

Stavo scrivendo due righe su rc.local per attivare automaticamente il profilo energetico basso ai driver OSS radeon per tamponare la temperatura quando non uso gli fglrx.

SPACCHIO=`grep fglrx /proc/modules`
if [ “$?” -ne “0” ]; then
   logger setting \’low\’ power profile
   echo low > /sys/class/drm/card0/device/power_profile
   echo low > /sys/class/drm/card1/device/power_profile
fi

Nel frattempo pensavo che per il mio portatile e per la mia scheda video la situazione attuale sia dei driver radeon che degli fglrx è davvero tragicomica. I radeon OSS come prestazioni sfrecciano ma purtroppo riscaldano ancora troppo sul mio modello, di contro con gli fglrx la temperatura è OK ma il 3D è quello che è e suprattutto non funziona ancora Gnome 3 (pure compiz ogni tanto crasha).

Finchè la situazione non migliora (nel senso che o ATI rilascia driver seri o gli sviluppatori dei driver OSS fanno il miracolo con un miglior supporto al risparmio energetico) mi continuo a trovare ad attivare e disattivare gli fglrx e soprattutto ad usare una rolling instabile pur di vivere gli aggiornamenti in attesa di una soluzione. Da distribuzione a distribuzione non cambia nulla, le funzionalità dei driver del kernel attuali quelle sono… per il mio modello la combinazione di versioni più stabili ed usabili tra xorg, kernel e librerie sono orientativamente quelle di Ubuntu 10.10 ma che portano vecchi bug, tipo al touchpad ed all’ACPI. Per questo ora mi trovo a scrivere per disperazione ma ottimista da una Ubuntu 12.04 alpha che nonostante tutto funziona già meglio di 11.04 e 11.10.

Insomma, che possano piacere o meno, sia Unity che Gnome 3 rappresentano un approccio nuovo molto interessante… stiamo osservando quotidianamente quanto mouse e tastiera si allontanano ed il touch si avvicina ed a me -personalmente- non dispiacerebbe affatto poter sostituire nel futuro un portatile con un tablet che però so che dentro ci sta girando una distro intera che mi permette di aprire un terminale e continuare ad utilizzarlo come voglio io, modificarlo o svilupparci qualcosa.

Niente, mi girano un po’ i coglioni che con i driver ed i kernel attuali non posso provare ancora appieno queste novità. Tutto qui. Era solo una riflessione per dire che nonostante tutto sono grato agli sviluppatori open source per il lavoro che fanno e che stavolta me lo sono accollato ma nel futuro non comprerò nemmeno una cornicetta elettronica se so che c’è dentro un chipset AMD/ATI.

HP Pavilion dv6 3034sl

Advanced Micro Devices [AMD] nee ATI RS880M [Mobility Radeon HD 4200 Series]
Advanced Micro Devices [AMD] nee ATI Madison [Radeon HD 5000M Series]


Jan 14 2012

Sincronizzare la musica su un dispositivo Android con Banshee e tenerla ordinata in una cartella


by pandafunk

Uso ormai da tempo e con molta soddisfazione Banshee anche per gestire la musica che mi porto in giro sul mio smartphone Android… l’unica cosa che non mi piaceva era che Banshee, nonostante tenesse ordinati gli mp3 in cartelle con nome dell’artista/album, li copiava tutti nella root della scheda SD creandomi qualche fastidio quando cercavo qualche cartella che non fosse quella col nome di un artista.

Bene, ho scoperto che il file .is_audio_player da piazzare nella root della scheda SD per permettere a Banshee di gestirla come se fosse un lettore mp3 prevede anche delle opzioni, ed una di queste è proprio la cartella da utilizzare come archivio per la musica!

Basta editare il file .is_audio_player ed aggiungere la riga:

audio_folders=nomecartella1,nomecartella2

Nel mio caso volevo semplicemente che Banshee sincronizzasse gli mp3 in un’unica cartella Musica e quindi:

audio_folders=Musica/

‘njoy 😉


Jan 14 2012

Rsync da ext4 a ntfs


by pandafunk

Sincronizzare dei dati da un filesystem unix-like verso un filesystem NTFS con rsync può diventare un’operazione davvero lunga e dispendiosa per il problema dei permessi e delle ownership che funzionano molto diversamente.

Se non si dice a rsync di bypassare il controllo sui permessi si rischia di dover aspettare che rsync faccia per ogni file un chmod, visto che comunque il file di destinazione avrebbe dei permessi differenti proprio in quanto non supportati. Chmod che per lo stesso motivo non avrebbe alcun effetto!

A questo si può ovviare con l’opzione –no-perms e velocizzare drasticamente ogni sincronizzazione:

rsync -avri –no-perms [ –delete ]  Origine Destinazione/