Jun 11 2012

Analisi statistico-socio-ironica sull’intelligenza e la stupidità.


by bradsorph

Prefazione

“Il mondo è pieno di scemi”, “la mamma degli scemi è sempre incinta” e altri detti popolari e aforismi, trovano una dimostrazione leggera in questo post.

Scrivo queso a articolo a metà tra la scienza e la scemenza dove ragiono su alcune intuizioni miste a nozioni scientifiche e a testi su cui mi sto documentando. La cosa va presa con il giusto equilibrio tra ironia e serietà.

Il problema è piuttoso complesso, se si analizzano tutti i ‘tipi’ di intelligenza (sarebbe um problema multidimensionale), ma per approssimazione ci affidiamo alla misura più classica e riconosciuta il Quoziente Intellettivo (QI).

L’intelligenza media

Banalmente l’intelligenza media, è data dalla somma del QI x di tutte le n persone presenti sulla terra, diviso n.

Media Aritmetica

Il QI è una misura che ha come valore massimo 150. La media è approssimativamente 100 (largomento è molto discusso ma non ho trovato dati ufficiali più precisi).

Approssimando la popolazione mondiale a 9.000.000.000:

QI Medio

Graficamente:


QI

La distribuzione dell’intelligenza.

Tempo fa ragionando ho pensato che distribuzione dell’intelligenza è Gaussiana, intuizione che ho visto confermata da questo articolo già citato.

Tuttavia, è una approssimazione molto ottimista, infatti l’articolo dice che esistono QI inferiori a 50 non mensionati nel seguente lgrafico:

Gaussiana Intelligenza

Data la funzione Gaussiana:

Gauss

Se applichiamo l’inegrale:

Integrale

Abbiamo ovviamente la totalità della popolazione mondiale (il 100% appunto).

Intuitivamente, riducendo l’intervallo dell’integrale a avalori compresi tra 50 e 150, notiamo che la percentuale più alta della gente, sta nella media.

Abbiamo visto matematicamente, delle considerazioni abbastanza ovvie, tuttavia averne una visualizzazione grafica fa il suo effetto.

 

Conclusioni

Adesso esporrò le conclusioni, che se non supportate dalle precedenti dimostrazioni, potrebbero sembrare altezzose e politically scorrect, ma che a pensarci bene sono anche logiche e piuttosto banali:

  • Il 50% della gente ha una intelligenza inferiore alla media
  • Le eccellenze (ma anche i profili bassi) sono una percentuale esigua.
  • La maggior parte della gente ha un QI vicino alla mediocrità.

Con questo post mi sono solo voluto divertire, magari lo sviluppo e partecipo al Premio IgNobel.

PS: Tutto quello che ho scritto non implica che io mi reputi necessariamente come facente parte di una elite di gente particolarmente sveglia.

Critiche e discussioni bene accette.

Articolo originale


Jan 25 2012

Come vedere il video sulla rivolta dei forconi censurato da youtube in italia


by bradsorph

Vengo al punto e vi spiego brevemente di cosa si tratta.

Un mio amico ha postato su facebook questo video, con la raccomandazione di vederlo.

Tuttavia, per motivi che non voglio commentare per non incentivare il complottismo e la dietrologia e concedere il beneficio del dubbio, il video non è visibile dall’Italia (il controllo viene fatto tramite l’indirizzo IP).

youtube censored

Siccome credo nella libera diffusione delle informazioni mi sono adoperato per rendere visibile questo video.

C’è il modo tuttavia di eludere il sistema, basta spacciarsi per utenti di un atro paese tramite un server proxy.

Non è necessario sapere come funziona un proxy per vedere il video, basta sapere che risultiamo collegati da un luogo diverso.

Per vedere il video potete seguire questo link qui.

Qualora non dovesse funzionare, QUI c’è una lista di server proxy nella quale basta inserire il link originale del video (questo http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qVxZm8HCQSU), in una barra si testo.

In conclusione, il mio dare il beneficio del dubbio alla rete e a youtube si sta esaurendo. Avevo già affrontato l’argomento qui o qui.

 

Articolo originale


Nov 21 2011

SPENT – Corso pratico per arrivare a fine mese…


by DoC_MeLoS

 

 

Questa è proprio interessante…

Immaginate di perdere il lavoro…
Immaginate di ritrovarvi con soltanto 1000€ in tasca…
Immaginate di dover “sopravvivere” fino a fine mese…
Insomma…immaginatevi la realtà quotidiana in Italia degli ultimi 5 anni…

Da oggi potrete tormentare i vostri pomeriggi con SPENT.

Trattasi di un simulatore di vita reale, che vi mette in questi scomodi (seppur tristemente comuni) panni e vi chiede di utilizzare con parsimonia il vostro credito residuo per arrivare a fine mese.

Le variabili da tenere in considerazione sono parecchie:

1) trovare un lavoro…spendere quindi soldi per colloqui, ecc…
2) trovare un’abitazione (il problema più pesante) che sia vicina al lavoro ma costosa o lontana ma che costringa all’uso dei mezzi di trasporto.
3) disporre con estrema cura dei propri averi per spesa, bollette, ecc…
4) tanti e tanti altri fattori come trovare fonti “pseudo-legali” di sostentamento, diminuire la propria dieta per risparmiare, ecc…

Il tutto in un costante clima di tensione da film horror…che tanto distante dalla realtà non è…

Unica pecca: il simulatore è tarato sulle esigenze della popolazione statunitense, quindi in alcuni frangenti si presenteranno situazioni non consone con le caratteristiche di vita di un italiano, ma sono piccolezze…

Fatevici un giro, potrebbe coinvolgervi non poco (con me è successo).

Sito di riferimento: http://playspent.org/


Sep 29 2011

Humble Frozen Synapse Bundle


by DoC_MeLoS

Scrivo a questa tarda ora per avvisarvi che è ricominciata la maratona di Humble Indie Bundle, con una gradita sorpresa: Frozen Synapse, uno strategico a turni per Mac, Linux e Windows…

 

Stavolta non potete dire che non sono tempestivo.
Avete soltanto altri 14 giorni 😉
Io intanto me lo sono aggiudicato alla velocità della luce.

Il sito è sempre http://www.humblebundle.com/

Buon divertimento…

Scusate ma io torno a giocarci…


Sep 20 2011

L’AIDS sconfitto da un videogame (?)


by DoC_MeLoS

FoldIt Logo

Qualche tempo fa mi sono imbattuto nel progetto FoldIt, un prodotto software realizzato dal dipartimento di Informatica in collaborazione con la facoltà di Biochimica dell’università di Washington, che definire videogioco è forse un po’ vago; La sfida, infatti, consiste nell’elaborare la struttura di molecole e proteine, al fine di elaborare nuovi possibili prototipi ed aiutare la ricerca sulle malattie virali (per quel che è possibile) come avviene nelle più note pellicole cinematografiche (indimenticabili le elaborazioni, ai tempi degli 8086, in ambienti tridimensionali, di soluzioni a problemi crittografici che, oggi, richiederebbero potenze inaudite).

Ebbene, è di ieri la notizia, che ha velocemente fatto il giro del mondo, dell’impresa, realizzata da un gruppo di amatori del software in questione, che sono riusciti ad elaborare la struttura di un enzima, simile al retrovirus dell’HIV (per chi è vissuto su Marte, parliamo di colui che provoca l’AIDS).

La realizzazione di questo “obiettivo” è stata auspicata dalla comunità scentifica mondiale, ed è quindi stato oggetto di ricerca, da decenni. Grazie al prototipo realizzato, in appena tre settimane da alcuni giocatori, che si sono offerti volontari, è stato possibile osservare in tre dimensioni la struttura dell’enzima, non osservabile ai comuni strumenti da laboratorio.

Grazie a questa “scoperta” (ma è ancora presto per chiamarla così) è possibile che, nel giro di qualche anno, si possano sviluppare dei farmaci, capaci di aggredire i punti deboli dello stesso enzima, inibendone le funzioni virali e facendo fare un gran passo avanti alla ricerca sulla lotta all’AIDS.

Questa operazione, che potrebbe far gridare al miracolo, in realtà non è che un piccolo passo avanti nella lotta contro l’HIV, che comunque avrà bisogno di ulteriori “spinte creative” per essere portata a compimento. Ma…quanto meno…una volta tanto non si parla di videogame (nell’accezione più BimboMinkiaNutellosa del termine)…con connotazione negativa.

Che dire…al prossimo livello affronteremo il Cancro…preparati, perchè stiamo arrivando a byte spianati…hai le ore contate…

E adesso scusatemi, ma vado a finire il barattolo di Nutella (alzi la mano chi non ci ha mai affondato le dita dentro, cit.)…e mentre ci sono pulisco la tastiera che è tutta appiccicosa…


Sep 14 2011

Humble Indie Bundle (a.k.a. come-ti-faccio-tremare-i-pilastri-dell’industria-videoludica-moderna)


by DoC_MeLoS

Logo di Humble Indie Bundle #3

E’ proprio vero…certe volte ci si rende conto di quante idee esistono, che inducono a dire “perchè non ci aveva mai pensato nessuno prima?”…

E’ proprio vero…ho pensato…quando mi sono imbattuto nel progetto Humble Indie Bundle, qualcosa di talmente autentico e user-nearly (termine coniato sul momento) da fare il giro e diventare antipatico. Prodotto, frutto di una geniale intuizione di Jeff Rosen di Wolfire Games, ispirandosi parzialmente all’ “Operazione Simpatia” denominata Pay What You Want messa in atto da 2D Boy per il loro pluripremiato gioco: Worlf Of Goo. La genialata, che metteva a disposizione degli internauti il download di una copia del suddetto passatempo, in cambio di una donazione libera, ricevette a suo tempo un incredibile riscontro, da parte di critica, per il riuscito modello pseudo-gratuito (moltissimi sono stati gli acquisti a un misero dollaro, se non meno, del pacchetto) dell’operazione (MMORPG Free2Play anyone?), e acquirenti.

Il piatto è servito

E’ proprio vero…”in un mondo saturo di produzioni tripla A, ad altissimo budget, prodotte da software house fantastilionarie, c’è qualcosa che ancora riesce a scardinare le comuni leggi del mercato” devono aver pensato i tantissimi acquirenti di uno dei prodotti più geniali degli ultimi anni, che si sono aggiudicati l’oggetto dei loro desideri, al prezzo che desideravano.

E’ proprio vero…quindi, che un format del genere ha dato il via ad una serie di iniziative simili, per culminare appunto nell’Humble Indie Bundle, di cui parliamo in questa sede. Trattasi di un insieme, formato da alcuni dei prodotti videoludici di ultima generazione, sfornati esclusivamente da software house indipendenti (l’Indie del titolo), scaricabile, per l’appunto, in cambio di un’esborso monetario di entità a scelta dell’acquirente, in pratica, il prezzo lo fate voi.

Punti di forza?
Parecchi, come ad esempio la natura multipiattaforma del progetto, che propone le versioni degli stessi giochi, “compilate” per i principali sistemi su computer domestico (Microsoft Windows, Linux ed Apple OSX.), la totale assenza di una qualsiasi forma di DRM, che non può che far felici tutti, l’integrazione con Steam e Desura, che permette di associare gli acquisti ai propri account sulle piattaforme di digital delivery di Valve Inc. e Desura Pty Ltd, ed inoltre la possibilità, per l’utente pagante, di decidere a chi andranno i proventi dell’acquisto, a scelta fra i produttori ed alcune associazioni di beneficenza, potendo decidere, addirittura, di suddividere il “raccolto” con percentuali a scelta.

Punti deboli?
Pochi ma buoni (direbbe qualcuno di mia conoscenza). Ad esempio, un’operazione del genere rischia, mancando di un’adeguata campagna pubblicitaria, di implodere su se stessa; di fatti la prima release del bundle, risalente ai giorni tra il 4 e l’11 Maggio 2010, è stata seguita dai pochi che si sono ritrovati all’interno della catena del passaparola, generatosi attorno alla notizia. In secondo luogo, i soliti furboni non si sono fatti attendere e, poche settimane dopo la chiusura delle “aste”, è stato rilevato che alcuni acquirenti, che si sono aggiudicati i pacchetti alla incredibile cifra di…$0,01 (proprio così, un centesimo di dollaro)…rivendevano i codici per il download acquistati, ad utenti dell’ultima ora, ad un prezzo decisamente maggiore. Ciò in futuro potrebbe compromettere il funzionamento di uno dei meccanismi di marketing più geniali degli ultimi tempi.

E’ proprio vero…c’è gente che non sa in quanti modi approfittarsi della bontà altrui ma, nonostante le “controindicazioni” di cui sopra, comunque facilmente aggirabili leggendo il nostro blog :) …l’operazione ha avuto un successo commerciale, che dovrebbe far riflettere moltissimo gli investitori, spingendoli ad interessarsi maggiormente alle software house indipendenti (spesso formate da una singola persona o poco più), veri e propri mattatori dell’industria videoludica su Personal Computer. E se non bastasse pensare a come “salvare il mondo”, probabilmente sarà bene dare una sbirciata alle cifre riguardanti gli introiti derivati da quest’operazione. L’ultima versione del pacchetto (comprendente piccoli capolavori come VVVVVV di Terry Cavanagh e Crayon Physics Deluxe di Kloonigames) ha totalizzato, tra il 26 Luglio e L’8 Agosto 2011, l’incredibile cifra di $2,169,402.94 con un totale di 372.399 pezzi piazzati sugli hard disk di tutto il mondo.

Infine, è proprio vero che queste notizie dovrebbero arrivare più tempestivamente (mi inginocchio sui ceci bollenti e mi cospargo il capo di cenere per avervi avvisati in ritardo) ma, si spera questo sia soltanto il primo passo, verso un’evoluzione del mercato del software di intrattenimento videoludico, che potrebbe cambiare la posizione dei pezzi, in una scacchiera sempre più dominata dalle regine del videoludere da salotto (Microsoft, Sony e Nintendo, se non si fosse capito).

Bene così e avanti il prossimo…

…quasi dimenticavo…l’indirizzo di riferimento è: http://www.humblebundle.com/


Aug 18 2011

Riflessione su Wikileaks, applicare alla sicurezza nazionale la teoria dell’informazione


by bradsorph

In questi giorni si sta tornando a parlare di WikiLeaks sia per alcune nuove rivelazioni, che per il fatto che vogliano farne un’opera teatrale, o un film. O anche  perché viene accostato (un po grossolanamente) agli attacchi di questo periodo dei gruppi di hacker Anonymous.

Cogliamo insomma l’occasione per tornare alle riflessioni se sia giusto o meno, in nome della libera informazione, pubblicare documenti che vorrebbero rimanere segreti.

wikileaks

 

Cercherò di dare però alla discussione, un taglio più scientifico che etico-politico, analizzando cioè in maniera più razionale possibile senza l’influenza di ideologie radicali.

 

 

Facciamo un esempio semplice.

Ci fu molto sconcerto quando furono pubblicati alcuni cables contenenti le coordinate geografiche di alcuni canali comunicazione importanti che permettono il collegamenti telefonici, internet ecc.

Tali canali, che a volte collegano nazioni diverse, se sabotati, possono mettere in ginocchio una nazione.

A questo punto ci si chiede: E’ giusto divulgare questi dati?

 

Facciamoci aiutare a darci una risposta dalla teoria dell’informazione(l’informatica, per chi non lo sapesse, non è solo il PC), in particolare dallacrittografia.

 

Ci sono due approcci per proteggere un’informazione:

  1. Sicurezza tramite segretezza
  2. Principio di Kerckhoffs

Il primo presuppone che non si conosca come l’informazione viene nascosta (o cifrata) e basa su questo il suo punto di forza.

Il secondo si basa sul fatto che conoscere il modo in cui viene nascosta l’informazione non è sufficiente a decifrare l’informazione stessa.

 

Ovviamente il secondo approccio è più difficile da implementare.

Il primo risulta perdente, in quanto, la scoperta dell’informazione può essere: trafugata, scoperta per caso, o trovata impiegando ingenti risorse. Abbiamo decine di esempi di tecnologie che usavano questo approccio e sono state violate, come per esempio la rete GSM.

 

Tornando al nostro esempio

Riportando il ragionamento fatto sinora, individuiamo che il punto debole del sistema è che si basa sulla sola segretezza dei luoghi in cui sono situati i punti nevralgici di comunicazione. Ciò è una difesa troppo labile per i motivi appena esposti.

 

E’ tutto questo discorso una speculazione teorica? Io non credo, ma credo sopratutto che il mondo sta cambiando, e i politici stessi devono prenderne atto. La trasparenza è il futuro che loro lo vogliano o no. Chi non si adegua verrà travolto dagli scandali (nel migliore dei casi), o comprometterà la sicurezza nazionale nel peggiore.

 

Pubblicato anche su reteviola.org


Aug 10 2011

Quando la democratica rete diventa una aristocratica azienda


by bradsorph

Pubblico di seguito un mio articolo pubblicato su cronache laiche

Sono sempre più numerose le segnalazioni (anche questa) di utenti che si sono visti cancellare da Youtube i loro video, benché non violassero nessuna delle regole legate alla netiquette e al copyright.

Il Comitato Pandora è stato creato proprio allo scopo di tenere sotto osservazione questo modo di fare del tutto “particolare” che ha adottato, negli ultimi tempi, il più famoso sito di condivisione dei filmati.
Dalla ricerca del Comitato, che ha subito reso pubbliche le sue scoperte, è emerso che ci sono grosse lobby e aziende, come per esempio Mediaset, o il gruppo-Berlusconi più in generale, che hanno un interesse del tutto privato, affinché alcune cose non vengano viste e che, pertanto, si impegnano con ogni mezzo a impedirne la diffusione e la condivisione. Il problema è che queste “cose da tenere oscurate” siano, nella maggior parte dei casi, delle dichiarazioni pubbliche che però, forse perché infelici o imbarazzanti, sarebbe meglio “dimenticare” e dunque rimuovere da tutti quei canali che promuovono la memoria.

Il gioco funziona così: anche se i filmati non violano alcun copyright, l’azienda/lobby minaccia causa al canale di diffusione che in questo caso è Youtube. Il canale di diffusione non ha alcun interesse a battersi per la libertà di informazione, e d’altro canto ha comunque un bel po’ di materiale che gli frutta denaro. In percentuale i video sensibili a queste pratiche censorie sono pochi rispetto alla maggioranza, dunque Youtube non subisce alcun danno e tutto da guadagnare se decide di accontentare le richieste di qualcuno che promette tribunali e processi.

Non c’è niente di strano. Come è già accaduto per Facebook, e innumerevoli volte e su altre questioni con Microsoft, l’azienda guarda al profitto e non all’ideale.
Quello che l’ascia l’amaro in bocca, è che Youtube appartiene al gruppo Google, e Google è stato lanciato sul mercato, alla sua nascita, con uno slogan particolare: “Don’t be evil”. Si presentava, dunque, al mondo come una azienda etica. Poi i fatti hanno fatto emergere diverse contraddizioni fra i comportamenti di queste “aziende etiche” e le aspettative con cui hanno entusiasmato il mondo.

La rete potrebbe essere davvero una novità di democrazia e libertà, ma appare sempre più evidente che la realtà spesso distrugge i sogni. Tuttavia, per un possibile futuro di libertà, bisognerebbe eliminare il centralismo di alcuni servizi, abbandonare alcuni servizi centralizzati e puntare sulle alternative e sui servizi distribuiti come Diaspora che vuole essere una alternativa a Facebook, decentralizzata e perciò senza padroni.