Sep 20 2011

Perché generalmente preferisco Unity a GNOME3


by pandafunk

Unity e GNOME3, ovvero le ultime novità dei desktop environment, mi hanno arrecato tantissima confusione e non pochi problemi, come immagino sia accaduto a molti altri. Sono un utente di vecchia data, non mi definisco un guru ma sono uno di quelli che nel tempo ha provato un po’ tutti i desktop environment nei suoi vari paradigmi e che soprattutto ne ha visto l’evoluzione, sin da quando GNOME era ancora basato sulle gtk1 ed era poco più di un window manager e due pannelli poco versatili. La cosa a cui ho sempre fatto particolare attenzione era lo spazio, perché spesso era male utilizzato sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista pratico. Per questo parallelamente ho utilizzato sempre ambienti come blackbox o windomaker, per avere più spazio su risoluzioni da notebook.

Non penso proprio di essere l’unico che nota quanto spazio viene sprecato ad esempio da Firefox in una Ubuntu con Gnome2 appena installata. Caratteri enormi, pulsanti enormi, barre e controbarre per arrivare a sprecare orizzontalmente quasi un quarto dello spazio sul monitor, a meno che non si hanno risoluzioni talmente alte che il problema non si pone.

Devo dire che è soprattutto per questo motivo che ho accolto con favore la global menu bar, sia quando era un hack alle gtk2 che su Unity allo stato attuale: secondo me aiuta a guadagnare (soprattutto con le finestre massimizzate) un po’ di spazio davvero utile.

Per me che pongo tanta attenzione appunto allo spazio è molto più coinvolgente un sistema come Exposè di OSX o Attività di GNOME3 per passare da una finestra all’altra… proprio perchè mi da la possibilità, con le zommate indietro delle finestre, di percepire questo spazio virtuale ed vedere quanto è grande la finstra a cui devo passare e scegliere se tenerla così o ingrandirla. Si, sono pippe mentali. Devo dire che su Unity mi manca questa funzionalità ed anche se c’è qualcosa di simile per le finestre multiple delle stesse applicazioni dopotutto lo trovo abbastanza comodo.

Insomma, il fattore determinante che mi porta a dire che tuttosommato Unity è più comodo di GNOME3 è ancora la global menu bar, se qualcuno storce il naso perchè pensa che sia una scopiazzatura di OSX e quindi una cosa da evitare mi sento di dirgli che il concetto di global menu bar è vecchio quanto la storia delle interfacce grafiche… e forse il primo sistema ad utilizzarlo è stato AmigaOS con suo WorkBench, quindi non ci vedo nulla di male a continuare ad utilizzarlo. Anzi.


Sep 20 2011

L’AIDS sconfitto da un videogame (?)


by DoC_MeLoS

FoldIt Logo

Qualche tempo fa mi sono imbattuto nel progetto FoldIt, un prodotto software realizzato dal dipartimento di Informatica in collaborazione con la facoltà di Biochimica dell’università di Washington, che definire videogioco è forse un po’ vago; La sfida, infatti, consiste nell’elaborare la struttura di molecole e proteine, al fine di elaborare nuovi possibili prototipi ed aiutare la ricerca sulle malattie virali (per quel che è possibile) come avviene nelle più note pellicole cinematografiche (indimenticabili le elaborazioni, ai tempi degli 8086, in ambienti tridimensionali, di soluzioni a problemi crittografici che, oggi, richiederebbero potenze inaudite).

Ebbene, è di ieri la notizia, che ha velocemente fatto il giro del mondo, dell’impresa, realizzata da un gruppo di amatori del software in questione, che sono riusciti ad elaborare la struttura di un enzima, simile al retrovirus dell’HIV (per chi è vissuto su Marte, parliamo di colui che provoca l’AIDS).

La realizzazione di questo “obiettivo” è stata auspicata dalla comunità scentifica mondiale, ed è quindi stato oggetto di ricerca, da decenni. Grazie al prototipo realizzato, in appena tre settimane da alcuni giocatori, che si sono offerti volontari, è stato possibile osservare in tre dimensioni la struttura dell’enzima, non osservabile ai comuni strumenti da laboratorio.

Grazie a questa “scoperta” (ma è ancora presto per chiamarla così) è possibile che, nel giro di qualche anno, si possano sviluppare dei farmaci, capaci di aggredire i punti deboli dello stesso enzima, inibendone le funzioni virali e facendo fare un gran passo avanti alla ricerca sulla lotta all’AIDS.

Questa operazione, che potrebbe far gridare al miracolo, in realtà non è che un piccolo passo avanti nella lotta contro l’HIV, che comunque avrà bisogno di ulteriori “spinte creative” per essere portata a compimento. Ma…quanto meno…una volta tanto non si parla di videogame (nell’accezione più BimboMinkiaNutellosa del termine)…con connotazione negativa.

Che dire…al prossimo livello affronteremo il Cancro…preparati, perchè stiamo arrivando a byte spianati…hai le ore contate…

E adesso scusatemi, ma vado a finire il barattolo di Nutella (alzi la mano chi non ci ha mai affondato le dita dentro, cit.)…e mentre ci sono pulisco la tastiera che è tutta appiccicosa…