Sep 5 2004

Il codice “Navajo”


by tonycrypt

Tra la prima e la seconda guerra mondiale, gli USA pensarono di cifrare le loro comunicazioni semplicemente traducendole nel linguaggio degli indiani Choctaws. Pensarono insomma di sfruttare la complessità di tale linguaggio a difesa delle loro comunicazioni. Dopo l’inizio della guerra per gli USA, nel 1941, lo studio di questo genere di crittografia venne esteso e si sperimentarono i linguaggi di Commanches, Choctaws, Kiowas, Winnebagos, Seminoles, Navajos, Hopis e Cherokees. Successivamente però si optò per utilizzare esclusivamente il linguaggio Navajos.
Tra le varie tribù indiane vennero scelti proprio i Navajo perché la loro lingua appartiene a una famiglia linguistica priva di legami con qualsiasi idioma asiatico o europeo, inoltre si trattava dell’unica tribù che non fosse stata visitata da studiosi tedeschi. I “NAC”,Native American Codetalkers (parla-codice), ebbero un ruolo importantissimo nella guerra del Pacifico, contro i Giapponesi. Con il progredire della guerra nel Pacifico crebbe l’importanza dei “parla-codice” e la richiesta del loro aiuto aumentò rapidamente. Non tutti i marines però erano al corrente della presenza dei navajo e i “parla-codice” venivano a volte scambiati per soldati nemici, catturati dagli americani e rilasciati soltanto dopo l’intervento di soldati del loro stesso reparto. Per evitare questo genere di incidenti ad ogni navajo venne affiancato un marine che aveva il compito di proteggere non solo lui ma, soprattutto, il codice. Il “parla-codice” non doveva essere catturato dai giapponesi, perché avrebbe potuto rivelare la chiave del codice, e il marine aveva ricevuto l’ordine di ucciderlo prima che cadesse prigioniero.
Inizialmente si presentarono alcuni problemi dovuti al fatto che i navajo non avevano nel loro idioma i moderni termini tecnici e militari. Uno scoglio che venne facilmente superato inventando nomi di fantasia. Ad esempio si decise di usare nomi di uccelli per gli aerei e di pesci per le navi da guerra. In tal modo il cacciabombardiere era lo sparviero (Gini, in codice navajo), l’aereo spia era il gufo (Ne-as-jah).
Il loro codice è uno dei più sicuri e dei più semplici, uno dei pochi rimasto inviolato, ma il ruolo dei navajo nella seconda Guerra mondiale rimase un segreto militare fino al 1968, quando vennero finalmente autorizzati a rendere pubblico il loro contributo alla guerra. L’attività dei codetalkers viene ricordata nel film Windtalker, diretto dal regista cinese Yusen Wu.